mercoledì 21 novembre 2007

LUNAR PARK E ALTRI DELIRIIIII





Meglio credere nell'aldilà o che la squadra del cuore vinca il campionato?
Perchè siamo abituati a scegliere sempre e comunque la strada più facile?
Perchè così avremo più tempo da stare a poltrire sul divano, a sognare fighe che non ci
scoperemo mai o posti di lavoro che mai potremo ottenere.
La mtv generation, siamo noi.

Gente con l'attenzione pari a un battito d'ali di mosca su una merda profumata.


Ci sono registi che fanno film al fulmicotone, non per esigenza artistica ma per esigenza di pubblico psicolabile.




Avete mai visto Bad Boys2?



Michael Bay, fottuto regista di sta pellicola, ha detto che ai ragazzi non frega un cazzo di emozioni e atti eroici come si vedeva nel cinema di un tempo, dove l'eroe si sacrificava per una caterva di stronzi ingrati.


I ragazzi vogliono ritmo.


E la figa.


Chiamatelo "stupido"; ha fatto un filmone.


Certo, non che si possa definire capolavoro, ma il guaio è questo: mettendo da parte il vostro emisfero cialtronico del cervello (vedi post precedente, ndr. tvb. tvukdm 3msc), vi rimane più facile vedere dieci volte filate "bad boys 2", o altrettante volte "Escoriandoli" di Antonio Rezza?


Siate onesti; se ce la fate a vedervi 90 minuti filati, moltiplicati per dieci, che fa 900, IL REZZA,


allora posso consigliarvi delle medicine specifiche.


Massimo rispetto per Rezza; Deborha e fratello Kraus sanno!!


Questi giorni ho letto il fantastico "Lunar Park", eclettico e labirintico romanzo di uno dei maggiori (forse il più importante per la nostra "pip generation") scrittori del minimalismo americano.


Quel frocione di Bret Easton Ellis.


...forse, presunto bisex; staremo a vedere.


Se non lo conoscete, vi rinfresco la memoria.


La sua carriera è partita (aveva vent'anni) con un romanzo composto appositamente per il corso di scrittura creativa che stava frequentando presso un college di Camden.


Il titolo è "meno di zero". L'ha scritto in otto settimane, ed è diventato subito un successo mondiale. Tradotto in venti lingue... o qualcosetta di più.



Non ricordo.


Personaggi bellissimi (esteticamente), immacolati, ricchissimi, palestratissimi, tutti i cazzo di "issimi" che vi pare.



Ma di emozioni privissimi.


Minimalismo strutturale, sintattico e empatico; personaggi monodimensionali tutti da amare.


Eccolo, il punto forte: dei perfetti stronzi che nella vita vorresti morti, diventano i tuoi idoli, come poteva essere con i personaggi di "on the road" per i nostri genitori che, al giorno d'oggi, se ci vedono, "a noi", on the road, ci fanno fare il drug test che gli hanno regalato in parrocchia, domenica scorsa.


O giù di lì.


Meno di zero è anche un film con Robert Downey Jr. che non ho visto; senza che andate sul mulo, non c'è.


Il secondo romanzo (e il film di questo, sul mulo, c'è) è "Le regole dell'attrazione".


Un caleidoscopio di festini infernali dove, parenti e cloni dei personaggi del romanzo precedente, vivono la loro vita da milioni di dollari, presso il college di Camden.


Ellis racconta il suo passato scolastico; c'è da divertirsi.


Più spinto e divertente del suo predecessore


Nel film, c'è James Van der Beek che è un perfetto figlio di puttana, e ti piange il cuore, perchè in passato aveva impiegato ben quattro stagioni per scoparsi quella fichetta di Joey.


Alla fine Joey ha scelto il cazzo di Scientology; Xenon e le sue trappole per alieni


Ron Abbard era un genio cialtronico; comporre una tetralogia e fondare una religione... Dianetics non fa per me.


Arriviamo al più discusso, criticato e maledetto libro del ventesimo secolo, altro che codice da vinci dei miei coglioni, dove il pubblico non aspettava altro che gesù facesse del su e giù.


Stiamo parlando di "American Psycho"; non vi racconto niente.


Leggetelo se avete il coraggio.


Ritmo serratto, nonostante catalogazione seria e minuziosa di particolari degni di CSI Miami, anche quando non si parla di omicidi. Per farla breve, le prime duecento pagine sono un elenco di:

-prodotti per il corpo

-attrezzi da palestra

-elementi d'arredamento

-vestiti

-accessori per vestiti

-colori

-cibi

-macchine

-locali

e tutte quelle cazzate che danno un senso, alla vita di ognuno di noi.

Capolavoro!!!


E' la volta di "Glamorama"; progetto ambizioso e palloso, troppo lungo e lento.


Tutti possono sbagliare.


Ah, avevo dimenticato la terribile raccolta di racconti "Acqua dal sole"; a parte tre storie (le prime due e quella del vampiro) è da cestinare... anche se sono storie scritte ancor prima del romanzo d'esordio.


Scrivetele voi quelle cose a vent'anni.



Ecco; procediamo con "Lunar Park".


Bret mischia come un alchimista psicotico e drogato, elementi autobiografici con invenzioni degne di un drogato alcolizzato paranoide al quale la vita ha sorriso, per poi fargli capire che era solo una risata di scherno.


Bret racconta in prima persona, all'imperfetto (e in inglese non esiste sto tempo verbale, non so come cazzo facciano i traduttori italiani!!), nelle prime trentadue pagine, quello che ho appena scritto... autobiografia pura.


Ovviamente è tutto più colorato di dettagli... questa volta divertenti.


Sì, proprio così.


Lunar Park, a differenza degli altri suoi romanzi, fa ridere sul serio.


Bret era famoso per farti ridere involontariamente; non stava lì a pensare alle battute o a fare lo spiritosone.


Sparava a zero su tutto e tutti.


E ridevi per esasperazione.


Dopo queste pagine introduttive, inizia una storia insolita, per il nostro caro Ellis.


Niente più giovani (almeno "al centro della vicenda"), dei figli piccoli da crescere, ai quali dare un buon esempio, e una moglie attrice cinematografica che è sempre lì lì per sbroccare.



Non puoi strafarti di fronte a delle creature alle quali devi dare "IL" buon esempio.


Bret insegna scrittura creativa al college, una volta a settimana. Gli altri giorni scirve il suo romanzo, tra sbronze, sniffate e una relazione con una sua studentessa che potrebbe essere sua figlia.


Il romanzo che sta scrivendo "nel romanzo" (dire metaromanzo mi sta sui coglioni e non è così) ha un titolo e una trama a dir poco eccezzionale veramende.


Fa collassare, speriamo che un giorno lo scriva sul serio.


Una sera, Bret organizza un party nella sua stramega villa, dove si presenta una persona che mai e poi mai avrebbe voluto incontrare di persona.


Finzione?



Realtà?



Delirio di un paranoico spintosi troppo in là con sostanze psicotrope e alcool?


Non vi dico un cazzo; due giorni di lettura al fulmicotone.


Per me, il miglior romanzo di Bret.


Maturo, veloce (ultimamente si era scordato cosa fosse il ritmo), divertente (quando prima si ridacchiava sporadicamente sotto i baffi), e SENTIMENTALE.


Avete capito bene; l'ultima persona al mondo che pensavate avesse un cuore, scrive un libro dalle righe strappalacrime, malinconiche e, perchè no, tenere.


Libro è perfetto anche per chi non ama questo stile di narrazione diretta, cruda... ok, minimalista.


Con questo romanzo, Bret ci dimostra che è in grado di andare ben oltre il sarcasmo patinato monocromatico di elenchi di oggetti e finte emozioni autoindotte per noia.


E' un narratore coi controcoglioni.


Un uomo in grado di scrivere qualsiasi cosa.


Caratteristica che hanno ben pochi.


Compratevi immediatamente sto cazzo di libro; 10/12€ (a seconda di "dove" lo comprate) spesi più che bene.


I soldi vanno spesi per le emozioni.


Ognuno ha le sue.

E adesso, GRATIS, vado a farmi una sega su http://www.youporn.com/


Se cliccate, siete dei cazzo di pervertiti soli, impotenti, invertiti, tramortiti, sbalorditi, irrancichiti, cacciaviti, e... Ugo Chiti, che non c'entra un cazzo ma rende l'idea, e permette alla catena di Sant'antionio di proseguire, badate, non come infima autoriproduzione infinita di sè stessa, ma quanto asse di simmetria di un umanità posta ai confini del reggiseno di Antonella Clerici, ovverosia un universo carnoso e sudato, visto che, sotto ai riflettori, il grasso si scioglie come neve al sole ma è una metafora alla Paulo Cohelo e dovrei scrivere meglio solo che anch'io ho bisogno di fare soldi e scopare in nome degli zapatisti coreani convinti che made in taiwan voglia dire in inglese "il lavoro rende liberi".
Ad Auschwitz c'era la neve.
Poi divenne sapone.


Il natale si avvicina, le luci sono già tutte installate e attive, intermittenza cervellotica di decervellamento.


L'elica girodestra del dna se l'è inventata Alessia Marcuzzi per gli analfabeti acquirenti di Actimel.


I film oftalmici esistono solo nella mente di J.G. Ballard, scampato a culo alla bomba h.
Grazie Camillo per la dritta.

Asterione era un terrone che studiava astrologia; nella testa di Borges era un salvatore ignaro.

Grazie Albert per il racconto.


Si sta come d'autunno
sugli alberi
sfatti

Grazie Andrea per aver resistito almeno 2 giorni senza bere