lunedì 21 ottobre 2013

UNA PARENTESI (PER VOI) SENZA SENSO

Sono tornato nel mondo ieri sera.
3 giorni in yogico ritiro con Gurunath; ESPERIENZA.

A giorni mi trasferisco a Pavia, non so come mi sento.

(forse) mi sento come uno che non tocca un goccio d'alcool da 7 giorni (Bene?), e quando arriva sera il cervello inizia a giocarmi brutti scherzi che mi fanno desiderare di bere (quando, in realtà, non è che lo desideri così intensamente), anche perché mi sono reso conto che da ubriaco valgo meno della metà della metà di quanto valgo da sobrio (parola ancora difficile da usare, visti i miei anni di militanza Nella bottiglia), nonostante mi fossi convinto che i miei talenti tutti fossero amplificati (in senso buono) dalle benefiche proprietà dell'Alcool, sacro compagno di vita dai 16 anni sino ad oggi, che siedo gambe incrociate con altre150 persone vestite di bianco, che dicono di essersi “svegliate”, a gambe incrociate, respirando perché “vogliono svegliarsi”, chiaro controsenso\prassi\ovvietà di “pensiero incrociato” proprio del cervello bipolare occidentale, plasmato (più) su belle parole che sull'Esperienza.

Stamattina sono ancora qua, co' ste cazzo di gambe incrociate, scrivo un mini post in attesa del resto della mia vita tutta incognite – fortuna che, astrologicamente parlando, la robaccia planetaria che ho nella “casa della relazione” dice che cerco stabilità materiale attraverso il rapporto con una donna – che presto, spero, diventino numeri o lettere definiti, perché qui dove sono io, nel corridoio d'attesa di un aeroporto abbastanza napoletano si sta abbastanza scomodi e preoccupati, giacché non si sa quando arriveranno gli aerei, se tarderanno, se arriveranno, quanto impiegheranno a decollare e cose così, tanto pe' fasse du chiacchiere al lume di una candela che si stava spegnendo, che poi ha cominciato ad ardere ardentemente (fanculo la poesia!) donandomi luce, nel frattempo bruciandosi via gran parte di me stesso – ego compreso [il che, per il cammino che ho intrapreso, dovrebbe rivelarsi una lodevole connotazione]- quando ho scoperto di non sapere chi sono, terrorizzato dal fatto di doverlo scoprire in toto e, siccome qualche assaggino della mia “natura profonda” l'ho già avuto, anche se mi tocca (è inevitabile, per me e per tutti) non so fino a che possa piacermi mangiare quella “torta ripiena di merda” che sarebbe il “vecchio me”, convinto di sapere un sacco di cose, sé stesso compreso.

Muri d'inchiostro, quassopra.
Insiemi di mattoni stretti stretti dietro\dentro i quali nascondermi, come ci fosse un qualcosa che possa nascondersi agli occhi di sé stesso.

È il lato adolescenziale quello che sta scrivendo - e che si sta anche divertendo, perché comunque mi tocca aspettare [minimo] mezzogiorno, per farmi i cazzacci miei, consistenti in meditare (almeno un oretta) e poi non so.

Perché starsi a prelevare una briga del genere?

Mi sa che mi conviene farmi un giro su Xhamster.com per scaricare la tensione.
… tanto poi mi ricarico, no?
Vada di manovella.

Oggi non sono ispirato, è vero. Lo ammetto.
Pazienza.
Vi saluto con l'altra mano.


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